scusate..

Guardo queste pagine, uff.. mi dico, dovrei scaricare nuove foto su flickr, cambiare la frasetta, rinnovare le pagine, capire perche’ twitter qui su ha smesso di funzionare, dovrei postare un po’ di piu’ e magari cose anche piu’ interessanti..
E vabbè.. scusate.. c’ho da vivere, il mondo è fuori.

2 comments Luglio 19, 2008

frosinone

Eccomi. sono tornata dopo poco piu’ di un mese, ancora a fare pacchi ahimè..
E poi un’uscita. Ci stava. Che strano.
Mi sento un pesce fuor d’acqua. Ritrovare visi, luoghi, immagini. Sempre le stesse passerelle. Sempre la stessa vetrina, dove apparire cio’ che non si è, è piu’ importante di essere.
Tacchi alti, lampade, lucido vernice sulle labbra e tanto vuoto.
Passerelle che non mi appartengono piu’ o forse non mi sono mai appartenute. Qualcuno mi chiamava ‘la turista’, qualcun’altro mi diceva, che si vedeva che non ero di qui. Eppure ci ho provato ad esserci, per anni ho cercato di sentirmi a casa, di fare miei questi posti, questi visi e queste abitudini.
Rileggo queste poche righe. Che palle mi dico, scrivo sempre gli stessi post. pero’ giuro che questo è l’ultimo. Ma va bè.. provo lo stesso a godermi la serata va.. :)

Add comment Luglio 13, 2008

lettera ad un’amico 2

Napoli si allontana, la vedo dal mare sfumare via. Il vesuvio, sulla destra promette di sorvegliare la bella sirena addormentata. Sono in aliscafo, vado 2 giorni a ischia e almeno fino alla fine dei saldi, queste saranno le mie vacanze.
Non sai quanta paura ho io.
Il lavoro va bene, ma certo non posso dirti che mi fa impazzire riempire il vuoto dell’anima alle persone che cercano di colmarlo con acquisti di abiti, pantaloni e cinture inutili.
Qui non ho piu’ nessuno, tranne ovviamente il tutto che è la mia famiglia. Dovevano passare 12 anni per capire che questa, insieme alla mia città è la cosa piu’ importante.
Ed è per questo, che nonostante tutto sono felice.
La mattina la guardo sonnecchiare mentre si sveglia, parcheggio la vespa nei quartieri (e solo con il bloccasterzo, alla faccia dei luoghi comuni) faccio colazione, e al bancone già mi dicono: ‘il solito?’ Poi scendo giu’ su via toledo, la signora della bancarella dei prodotti americani mi saluta tutte le mattine.
Il sorriso di questa gente ti riempie il cuore, e la luminosita’ di questa città ti abbaglia la vista. Napoli fatta di odori, nei vicoli l’odore dei panni stesi e del detersivo con cui le donne puliscono le case, a pranzo poi quello del ragu’ o della frittura di pesce. A Napoli le porte e le finestre sono sempre aperte, la gente vive per strada, la strada che è casa di tutti.
E io, oggi, ne faccio parte, sono una sua cellula, che vive in armonia con ogni sanpietrino, ogni bancarella, ogni finestra di ogni palazzo.
Solo qualche tempo fa, passando, mi chiedevo se un giorno avrei trovato anch’io il mio posto qui, ecco adesso ce l’ho, respiro a fondo e sono felice.
E’ incredibile quanto questa città ti faccia sentire subito a casa, fagocita chi la ama in poco tempo.
Ma non credere sia facile per me, ancora oggi, dopo aver mandato all’aria tanti anni. Allora che fare?
Semplicemente guardo avanti e vivo ogni giorno come se fosse il piu’ bello. Ecco, siamo arrivati. Ischia sorride.. Oggi è il giorno piu’ bello del mondo.

Add comment Giugno 30, 2008

sms

Carino, ho pensato, ed eccolo qui..

Forse sarai tra i pochi napoletani emigranti al contrario.
O forse hai scontato il tuo esilio.
La vita, come hai ben potuto constatare, ci ha dimostrato di saperci sorprendere e sconvolgere in qualsiasi momento.
La tua città ti farà davvero rinascere..

E va bene, lo so che vi sto ammosciando con questa storia.. giuro che è l’ultimo post a riguardo.. :)

4 comments Giugno 16, 2008

via toledo

Arrivo alla fermata dell’autobus, mio papà mi accompagna, ha il sospetto, dice, che oggi ci sia sciopero, e invece no, l’autobus arriva presto, gli do un bacio e lui: ’statt accort’.
Vado.
La luce è flebile ma calda. Strano questo giugno, penso, troppo fresco per essere a metà mese. Attraverso i finestrini una Napoli che pigramente si risveglia, non c’è molto traffico, oggi è sabato,penso. Piazza Dante, sono in enorme anticipo quasi un’ora prima del necessario. Ma si, vado a piedi, la voglio respirare quest’aria di caffe e di ‘buongiorno’. Le strade ancora sonnecchiano e forse, mi dico, non vedo questa città a quest’ora del mattino da un’infinità di tempo.
Mi spingo fino in piazza trieste e trento a fare colazione. l’atmosfera sa di consueto, gesti, parole, che si ripetono ogni giorno, per quelli che anche oggi si ritrovano alla stessa ora per il primo caffè della giornata.
Per loro ma non per me. Io sono fuori.
E’ strano, tutto è cosi’ strano, un conto è venire a Napoli da ‘turista’ per il week end e avere nel cuore il sogno di tornarci a vivere, un conto è quardarsi in torno e sapere che questo, da oggi, è diventato il tuo mondo per davvero.
Sono diverse le abitudini, gli spazi, le persone, i luoghi, gli odori, il dialetto, i colori. Tutto.
Mi siedo, aspetto l’apertura. Sono fuori al negozio, il mio nuovo lavoro.
C’è un tizio, forse croato, che suona con una chitarra una musica dolcissima dalle parole incomprensibili, e il mio cuore ha un guizzo, penso a lui che ho lasciato li, ma che con il pensiero è sempre con me.
Mi ripeto che mi sento proprio strana. Cambiare cosi’ di colpo tutto mi mette agitazione. Vabbè mi dico, passerà. Spero di abituarmici presto.
Intanto una ragazza mi siede a fianco, primo giorno di lavoro anche per lei, inizia la settimana di prova. Scambiamo quattro chiacchiere, di dove sei, quanti anni hai, cose così.
Fumiamo l’ultima sigaretta, poi i negozi aprono.
Si parte.

5 comments Giugno 14, 2008

giallo e turchese

Stava li, appoggiato alla ringhiera. L’ho guardato, mentalmente salutato. Brillante, fiammante, nuovo di zecca, solo un po’ inpolverato. Una lucidata e sarebbe stato bellissimo. 16 anni insieme.
Quante cose abbiamo visto.
L’aria calda dell’estate sulla faccia, I moscerini negli occhi, porca.. la miscela finita, arrivare tardi ed entrare alla seconda ora, attaccargli la catena, sfilare nel traffico, il panorama del golfo, mettere in moto in discesa, le mani e la faccia affondate nella liberta’..
Io e il mio Bravo giallo e turchese.
E’ finita.
Un’addio veloce senza farmi vedere, sarei patetica.
Farai felice ‘Senatore’? Lui, l’ho saputo, ti desidera tanto.. questo ragazzino albanese del centro storico, che solo per un giro con te, farebbe festa tutta la settimana. Allora, farai il bravo? Sii? Me lo prometti?
E una lacrima scivola giu’, mi sento come uno a cui portano via un pezzo..

3 comments Giugno 13, 2008

via.

Parto. Vado via di qui. Torno a casa.
Qui non ho niente, non ho mai avuto niente. Me ne sono solo illusa a tratti.
Me ne sono resa conto qualche giorno fa per l’ennesima volta quando non avevo nessun indirizzo da dare, a parte il mio, a chi mi doveva spedire un pacco.
Sarà tutto nuovo, ma ha anche il sapore di cio’ che infondo ci appartiene.
Non è facile, pero’, me ne sono accorta giorno per giorno, fare punto e a capo, annullare tutto.
Ma l’ho fatto.
Sento ancora la ferita dentro. Non importa mi dico: ‘passerà’.
Ci vorrebbe la terza farfalla tatuata, quella che simboleggia i cambiamenti sul mio corpo, poi vedremo..
Sorrido, mi vesto, come piace a me, tutta colorata e con gli orecchini da gitana, mi guardo allo specchio. Ecco, la incontro, la nuova me mi piace. Le sorrido, le dico: ‘forza’. Già la vedo scorrazzare con la vespa, sotto il sole di via toledo. Sorrido di nuovo. Poi prendo le chiavi, esco con la macchina dal garage e inizio un nuovo viaggio.

15 comments Giugno 7, 2008

Lettera ad un amico

Sono in attesa. Nella sala d’attesa per le chemio.
Non ti chiamo perche’ starai lavorando, come avrai capito non ci sono buone novita’ ma dopo la fase dello sconforto arriva quella della sopportazione e della convivenza con il cambiamento repentino degli eventi.
Ecco proprio di questo volevo parlarti. Di fasi.
La tua e la mia. Diametralmente opposte.
Ieri ci pensavo mentre dispensavo curriculum (lo stesso che abbiamo scritto insieme qualche mese fa) in giro per i negozi nelle piu’ belle vie del centro.
Tu, alla ricerca della felicita’ fatta di costruzione, carriera, ambizioni.
Io, che dopo averle ottenute, ho capito che non mi hanno riempito la vita.
Adesso la mia massima aspirazione e’ di lavorare alla benetton di via Scarlatti, tornare a casa con la metro e sentire l’aria fresca di mare sulla pelle. Ecco, ho voglia di semplicita’, di leggerezza. La ‘famosa’ che e’ diventata, per me, oramai esigenza vitale, dopo che mi sono sentita soffocare dal peso di questa vita, dalle responsabilita’, dalle ambizioni lavorative.
Una separazione, una casa da mantenere e poi vendere, l’associazione, gli impegni, un lavoro dove farsi un mazzo per crescere e restare comunque la sera a casa da sola, e adesso un tumore, quello di mio padre.
Ho detto basta. Voglio una vita semplice. Il carico e’ diventato troppo pesante.
Per assurdo non desisdero altro che un posticino da commessa che mi lasci la testa libera e il cuore leggero. Sapessi che buffo, insieme a me fanno colloqui le ragazzine di 20 anni, ho sbagliato tutti i tempi, mi dico, ho sbagliato percorso, sono cresciuta troppo in fretta, avevo voglia di diventare subito grande, come in un riscatto, dove riuscivo a essere adulta e indipendente. Qualcuno mi dice che e’ un peccato, che sono in gamba e che potrei davvero diventare ‘importante’. In azienda, (adesso lavoro per l’azienda madre) si sente gia’ l’odore di ‘capoarea’, ma a me ormai non me ne frega proprio niente. Il tempo delle ambizioni per me e’ finito. Ma non la sento come una sconfitta, credimi, piuttosto come una grande liberta’..
Una volta ho scritto di una barca e di un tizio che gettava via le cose inutili che gli appesantivano il tragitto. Te lo ricordi? E’ esattamente cio’ che sto facendo in questo periodo, mi libero di tutto cio’ che mi appesantisce il viaggio. Ecco perche’ non e’ una sconfitta ma una scelta consapevole. Che strana la vita, come si cambia nel tempo, quanti giri fa la nostra anima e il nostro cervello, gli avvenimenti che cambiano la rotta.. Ops.. Forse ho davvero esagerato.. Leggila con calma, quando avrai un po’ di tempo da dedicarmi.. Poi magari ci faccio anche un post.. :)

3 comments Maggio 20, 2008

le preghiere non servono

Ho sentito le gambe tremare, dopo aver parlato con il medico e uscita dal reparto mi sono seduta su un muretto nel giardino tenuto bene e ho pianto. Forte. Sola.
Perche’ mi hai abbandonato, perche? Ti avevo chiesto di salvarmi, ti avevo detto che non ne avevo la forza, ma tu non hai ascoltato, hai deciso cosi’ e te ne sei fregato. Ti ho pregato urlando nel cuore della notte, ma tu non hai sentito.
Il sole era caldo, gli uccelli cinguettavano forse qualcuno col camice bianco passava indaffarato piu’ in la. Eppure questo mondo continua a girare e io non lo concepisco. Mi fa rabbia. Vorrei che si fermasse. Vorrei non vedere ancora un’altra alba.

3 comments Maggio 17, 2008

Ballate come se nessuno vi guardasse..

(Cito questa bella cosa che mi è capitata per le mani qualche giorno fa, perchè oggi, scrivere di mio, non mi va proprio.. La dedico a tutte le persone che mi sono vicine e anche a quelle un po’ lontane che mi vogliono bene.)

Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perchè i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi o quando cambieremo l’auto.. Oppure quando il progetto della nuova casa sarà avviato, poi quando avremo la possibilità di fare delle vacanze meravigliose e non saremo piu’ costretti a lavorare..
Per tanto tempo ho pensato che presto la vera vita sarebbe cominciata, ma c’erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un’affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati.. in seguito la vita sarebbe cominciata.. Poi ho capito che questa era già la mia vita. Questo modo nuovo di percepire le cose mi ha fatto capire che non c’è un mezzo per essere felici, che la felicità è il mezzo… Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 chili, di prendere 5 chili, di avere dei figli, di vederli andare via di casa, Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.. di pensare al venerdi sera, alla domenica mattina… Smettete di aspettare di avere una nuova macchina, una casa piu’ grande, quel vestito della vetrina.. Smettete di aspettare la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno.. Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c’è momento migliore per essere felici che il momento presente.. La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio, quindi: Lavorate come se non aveste bisogno di soldi, Amate come se non dovreste mai soffrire, Ballate come se nessuno viguardasse..
(Daisaku Ikeda)

2 comments Maggio 15, 2008

Previous Posts


Sono passati di qui:

radici

Non saremmo consci di cio' che siamo, se non fossimo stati cio' che orgogliosamente possiamo affermare di essere stati un tempo.

Fol...lia

Io dico che..

Calendario

Luglio 2008
L M M G V S D
« Giu    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Io guardo cosi'..

Bologna - portici

bologna - portici di notte

bologna - tende rosse

More Photos

RSS My Twitter

meta

categorie

tag

Blogroll

spam stopped

Archivi

Commenti Recenti

Vin su scusate..
melania su scusate..
principasticcio su sms
Anna su sms
stefigno su sms