Grazie.
Grazie a tutti quelli che hanno detto ’se hai bisogno io ci sono’, anche se poi a volte è una frase tanto per dire.
Grazie a tutti quelli che forse avrebbero voluto davvero e non hanno potuto o non ne hanno avuto l’occasione.
Grazie lo stesso a chi avrebbe dovuto esserci e invece non c’è stato.
Grazie a chi era ovvio che c’era, ma io li ringrazio di piu’ perchè mai niente è ovvio.
Grazie anche a tutti gli abbracci, i baci e le attenzioni, anche se avrei preferito fossero ‘meno virtuali’ ma almeno ti fanno sentire meno sola.
Grazie ai medici, agli infermieri e a tutta quella gente che lavora negli ospedali, combatte contro il dolore ogni giorno e forse se l’è scordato.
Grazie comunque a tutti quelli che non se la sono sentita, perchè certe cose non piacciono a nessuno.
Grazie lo stesso a chi si sente la coscienza a posto facendo mille telefonate inutili, a chi ti dice ’se hai bisogno di parlare’ ma le parole servono a poco e tu non hai nemmeno il tempo per il dolore.
Grazie a chi ha sentito il mio grido di aiuto, senza mai averlo chiesto.
Ma grazie sopratutto a coloro che mi hanno prestato le braccia, le gambe, le parole, il tempo, che si sono assentati da lavoro, che hanno rinunciato ad una cena, che hanno messo a disposizione l’auto, grazie di cuore a quelli che hanno fattivamente impiegato se stessi.
Add comment Giugno 17, 2009
via Claudio Monteverdi,12
Mi ricordo la vasca piena di abbondante acqua calda e olii profumati, con lo stereo a palla con la mia musica preferita.
Le ore passate fuori al giardino a potare, irrigare, concimare.
Le cenette con gli amici, nelle sere d’estate al fresco di una meravigliosa bignonia e col profumo di gelsomini.
Gigi che scorrazzava felice.
Briciola che si mangiava la passiflora e il concime per il limone che non ne ha mai portato uno a buon fine.
La caldaia guasta che le imprecazioni in aramaico si sprecavano.
La piu’ dura battaglia: l’amministratore e i suoi conteggi.
Il ragazzino odioso del piano di sopra che la domenica mattina suonava il piano divinamente.
Il divano piu’ bello e morbido dove guardare i film, col cartone di pizza al taglio davanti.
La mia micetta che faceva le fusa e per gioco mi graffiava le mani.
Gli inseparabili che litigavano e poi si baciavano.
Dormire con le amiche dopo essere tornate la mattina dopo dai locali al mare.
La libertà di girare in mutande.
Il silenzio della solitudine.
Le canne fumate con un’amico importante.
Chiamare il 118 in piena notte dopo un collasso per una colica.
I pranzi della domenica a base di te, fette biscottate e gelato.
…
Poi ad un certo punto la vita cambia e non ti chiede il permesso.
Lasciare non è mai facile, per questo l’ho fatto in fretta e con freddezza, per non accorgermene davvero.
Le cose cambiano, bisogna rinnovarsi continuamente, riadattarsi, cambiare velocemente vita e pelle.
Oggi è un capitolo chiuso. Venduta. Mutuo estinto. Sabato la consegna delle chiavi.
Oggi faceva caldo a Capua, 36 gradi dicevano e in fin dei conti si è trattato di mettere un paio di firme e salutare tutti affettuosamente, fare gli auguri ai nuovi proprietari.
Ma i ricordi, quelli non te li leva nessuno e fanno parte della persona che sei..
Add comment Giugno 10, 2009
Abbi cura di te
Abbiamo trascorso un pezzo di vita insieme, mano nella mano, ci siamo amati. Mah.. Forse no, chi lo sa, chi puo’ dirlo davvero.. Abbiamo un sacco di ricordi bellissimi, semplici e felici, la tua pasta e ceci, le fette biscottate con la nutella in piena notte, I tuoi occhi del colore del mare, le passeggiate per il centro storico, a vedere I negozi che tu ti annoiavi sempre, le risate sotto la pioggia, l’amore in macchina (…) Poi qualcosa ha fatto ‘click’ qualcosa si e’ rotto o forse si e’ interrotto chi lo sa, ci siamo conosciuti e ci siamo scoperti profondamente diversi, ora ti guardo e non mi sembri nemmeno tu. Abbiamo fatto l’errore di ignorare I segnali, e si perche’ il nostro cuore lo sa sempre prima di noi, forse per pigrizia, per mancanza di coraggio, forse per paura di guardarci dentro e scoprire che c’era qualcosa che non andava, forse perche’ a volte e’ doloroso dover ammettere che qualcosa e’ finito. Poi arriva una frase, l’ultima, quella peggiore, dettata solo dall’ipocrisia ‘abbi cura di te’ condita con un sorriso che pero’ e’ solo una maschera.
E dillo che mi vorresti strangolare..
1 comment Maggio 20, 2009
il bello e’..
E io per il momento vedo solo cose positive di questo lavoro qui, allora vediamo..
Sei in via Calabritto che è la via dove ci sono i negozi piu’ di stralusso di Napoli, magari non ci comprerai mai niente machisenefrega.
Esci e oltre piazza Vittoria c’è il mare. Di questi tempi ti capita di vedere una regata o semplicemente i turisti che fanno il bagno, mentre i ragazzini giocano con un cane. La sera la brezza arriva fino in negozio.
A fine pausa ti siedi ad un tavolino e ti prendi uno scekerato, ti fumi una sigaretta col volo di gabbiani in testa.
Colleghi iperfighissimi, che tra una battuta e l’altra la giornata vola, gente giusta, collaborativi, disponibili e leali che la mattina quasi non vedi l’ora di salutare.
La sera aperitivi a gogo, che dietro l’angolo si apre la zona piu’ cool della città, chiacchiere e musica in compagnia di colleghi e amici e corri seriamente il rischio di non rientrare piu’ a casa.
Qualcuno dice che questo è ‘il salotto buono di Napoli’ e io mi ci sono seduta comoda. Il bello è.. che c’è sempre un modo per trovare una via migliore.
2 comments Maggio 19, 2009
Semper ad majora
Uhh mamma, stavolta son salita ai piani alti.. e il bello è che non è finita nemmeno qui! Allora, vediamo: Cio’ un paio di colloqui in tasca da fare.. conosciuto il direttore della Coin, fatto due chiacchiere con il responsabile Hermes Napoli e con il Dottor Marinella (quello delle cravatte per intenderci) perchè il tessile è la mia passione e.. udite, udite Sabato inizio nel GUCCI store di via Calabritto!!
Ora solo due considerazioni:
E si, c’ho proprio guadagnato.. (eheeehhhee) voi, continuate ad azzuffarvi (eeehhehheheeeh) piccole megere..
Chi dice che a Napoli non si trova lavoro? Cacchio e io che volevo riposarmi un po’..
Add comment Aprile 30, 2009
benvenuta!
E si, mi do il ‘benvenuta’ da sola, nel magnifico mondo dei
disoccupati!
Notizia nuova, nuova giustappunto.
Ancora un po’ incredula, si diciamo che mi è successa ’sta cosa tra capo e collo.
Babbè.. the show must go on (come cantava qualcuno)
Non è che ci sono rimasta poi tanto male per dirla tutta, è solo che uno stipendio serve sempre e adesso dovro’ fare i conti di nuovo con me stessa.
Diciamo anche, che io poi so reinventarmi ogni volta e magari trovero’ anche qualcosa di meglio, diciamo anche che doveva essere solo il trampolino di lancio per tornare nella mia città, a casa mia e cosi’ è stato.
Se provo a far due conti, cosi’ a caldo, dico pure che quell’atmosfera terribile e malsana a volte mi faceva solo male.
Che vergogna sgomitare a scapito degli altri, con battutine, mezze parole pur di mettersi, anche solo per un’attimo, in bella mostra.
Piccole cattiverie gratuite, meschine coalizioni di convenienza, dissipate con un soffio l’attimo dopo. Ma alla cattiveria non ci si abitua mai anche se dopo un po’ ti sembra normale e la subisci senza farci piu’ troppo caso.
Non mi pieghero’ mai a queste cose, mi spiace, continuero’ a pensare con la mia testa, anche se deve significare ‘perdere’ ancora altre volte.
Aspetta.. reset.. ma siamo sicuri che io ci abbia perso? Oppure ogni volta che ci allontaniamo dalle cose che non ci fanno felici e che non ci assomigliano ci abbiamo comunque guadagnato?
2 comments Aprile 20, 2009
I fili
Certe volte, io penso, che i fili vivano di anima propria.
Tu li ordini, li metti a posto tutti bellini, in fila e poi.. Opla’ te li ritrovi di nuovo ingarbugliati..
Allora pensi e ripensi ad una spiegazione: mah li avra’ toccati qualcuno.. noo di li non ci passa nessuno. Allora forse quando ho spazzato.. no, no me lo ricordo, li ho alzati da terra pari pari..
Bha..
Restera’ sempre un mistero..
Sara’ che esistono dei folletti che ce li vengono a scombinare ogni notte?
Add comment Aprile 18, 2009
A volte dentro e a volte fuori
Qualche giorno fa, passando per Scampia ho letto una frase su un muro:
”Quando la felicita’ non la vedi intorno a te, cercala dentro.”
Il sole era caldo, l’aria arrivava fresca in faccia mentre correvo sulla vespa per quelle strade desolate, mi sentivo serena.
Ho pensato che esprimeva una grande verità, mi e’ sembrata un grido di speranza e insieme un magnifico fiore in mezzo al deserto.
Oggi mi gira in testa e penso che qualche volta e’ esattamente il contrario.
A volte, la felicita’ e’ fuori, intorno, ma non riesce ad entrarti dentro, a riempirti gli occhi.
Sono seduta in piazza Trieste e Trento, da qui si vede il San Carlo, Palazzo Reale e Piazza Plebiscito ma oggi nemmeno la loro bellezza riesce ad alleggerirmi l’anima.
Add comment Aprile 10, 2009
touchè
Ti ho guardato in faccia, affrontato..
poi mi sono appostata e ho aspettato..
Ti è bastato un piccolo attimo di distrazione, le feste di Natale, le serate con gli amici, il chiacchiericcio di sottofondo della vita di tutti i giorni e intanto, crescevi silente, rafforzavi le tue radici..
Brutto figlio di puttana, mi hai fregato. Forse hai vinto tu, o forse non ancora, ti daro’ filo da torcere fino alla fine..
Perchè ogni giorno, scendo in campo, armata fino ai denti..
Papà, non piangere, resisti, fallo per me.
3 comments Marzo 23, 2009


