a casa delle fate
Dicembre 10, 2007
In un luogo dove tutt’intorno la foschia avvolge le cose, gli alberi hanno le foglie dello stesso colore del cuoio, il vento smuove piano il verde del bosco che si estende infinito, piu’ in basso un ruscello continua il suo inesorabile percorso.. Ecco..
Sono a casa delle fate..
Sento il loro veloce battito d’ali tra il rumore delle foglie, i sussurri lievi nei sospiri del vento..
Vedo appena, i loro piccoli passi sui sassi bianchi levigati dal torrente, le minuscole orme sul muschio bagnato, le loro mani affusolate si aggrappano alle radici che come sentinelle si sporgono verso l’acqua in cerca di conforto..
Tutto fa parte di me e mai, nemmeno per un’attimo la meraviglia ha lasciato il mio cuore..
Ps. Grazie al mio grande amico marco e al suo quad per la fantastica giornata passata insieme, a cui dedico questo post.
Entry Filed under: il mago di oz. Tag: bosco, fate, sassi, vento.
7 Comments Add your own
Leave a Comment
Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed



1.
patricia | Dicembre 11, 2007 at 1:11 pm
Ma lo sai che mi sei sempre sembrata una piccola fata!?
2.
marco | Dicembre 14, 2007 at 7:41 pm
non immaginavo che in una qualunque domenica di un freddo inverno, freddo, umido, nebbioso, si nascondesse tanta poesia. Sono senza parole per il tuo bellissimo post. Ho scoperto un lato nascosto e bellissimo di una grande amica di sempre che con il suo sorriso ti mette di buon umore anche quando le cose ti vanno storte. Un abbraccio forte e caloroso.
marco
3.
lia | Dicembre 15, 2007 at 1:25 pm
arriva un piccolo brivido.. poi due lacrimucce fanno capolino nei miei occhi.. ti voglio bene..
4.
antonio | Dicembre 15, 2007 at 1:41 pm
Lia, una descizione fotografica di questa sensazione che hai narrato. Mostrami anche le fotografie. Tu saresti capace di farlo.
Antonio
5.
clematisrose | Dicembre 15, 2007 at 3:01 pm
grazie antonio, per le foto ci sto lavorando.. ho in programma una seconda uscita in quad, la prima è stata solo di esplorazione.. chi era che diceva che per un vero reportage, devi andare nel posto e farlo tuo senza girare con la macchina fotografica?
6.
marco | Dicembre 15, 2007 at 7:58 pm
io sono pronto per il bis, spero solo che si faccia con il mezzo nuovo, che ti permette di osare ancora di più con l’eplorazione di nuovi posti e forse anche più belli che sicuramente la fotografia ne trarrà sicuramente dei bei risultati con le tua capacità. Peccato solo che il vento ha guastato un pò il paesaggio da poesia ma ancora non tutto è perduto. e poi sono sicuro che se già ci mettessi la metà della poesia del tuo post nelle foto, sarebbero foto stupende!
Marco
7.
antonio | Dicembre 16, 2007 at 1:45 pm
si, Lia, qualcuno lo ha detto. Ma adesso non ricordo. Ma comunque è vero. Se vuoi fare un buon reportage devi prima fare Tuo il luogo. Lo devi compenetrare. Ne devi sentire il respiro. L’odore. Ne devi percepire ogni essenza.
Antonio