capodanno in piazza
Gennaio 1, 2008
Deserto. Le vie sono completamente deserte, sembra ci sia il coprifuoco.
Mentre raggiungo il parcheggio della metro, le vie buie intorno, sembra vogliano inghiottire qualsiasi cosa capiti loro a tiro. In lontananza si sentono già i fragori dei botti che riempiono il cielo.
Arrivo al parcheggio , deserto anche lui. Stasera non si paga e nemmeno la metro.
Devo aver sbagliato i tempi sono uscita di casa troppo presto, la gente è ancora a tavola a cenare, incurante che la serata che sta per avere inizio abbia una scaletta.
Non ci sono schemi, tempi che si possono imporre a questa città, la gente vive secondo i suoi ritmi.
Salgo le scale mobili, in un’atmosfera che sembra finta, inquietante. Solo una ragazza, si guarda intorno, è nervosa. E’ grassa, vestita rigorosamente di nero, con abiti attillati e troppo corti sull’addome. E’ stata a casa del ragazzo mi dice ‘meno male che ci sei tu, almeno siamo in due, senno’ mi mettevo paura’. Le sorrido come se io potessi salvarla e salvarci se succede qualcosa.
Poi arrivo. Percorro via Toledo, abbastanza deserta anche questa.
Una famiglia esce dalla metro con tanto di ‘paccotto’ di dolci, cammina davanti a me, poi si ferma sotto un portone, citofona, loro sono arrivati, gli ultimi ritardatari e mi fanno ricordare che invece io in realtà non arrivo mai, sono eternamente in viaggio.
Più avanti un barbone a lato della strada, forse ubriaco, sonnecchia, e buon anno pure a te.
Via Toledo, deserta come non l’ho mai vista, le saracinesche dei negozi chiusi, si alternano le luci delle vetrine dei nuovi franchising a quelle spente e vecchie di vent’anni almeno.
A lato i quartieri spagnoli, sonnecchiano pure loro, i miei occhi li percorrono tutti, salgono su fino a castel sant’elmo. Mi ricordo che insieme alla chiesa San Francesco di Paola, alla facciata del porto, e castel dell’ovo si illuminano contemporaneamente degli stessi colori, solo dal mare però è possibile vederli contemporaneamente..
Proseguo. I quartieri che sventolano i loro festoni, un gruppo di ragazzi accende un bengala, 2 euro andati in fumo in poche frazioni di secondi. Forse a quel barbone di poco prima avrebbero fatto comodo.
Alcuni bassi completamente chiusi, bui, spenti, sono a festeggiare da un’altra parte.
Altri sono illuminati, si intravedono da dietro i vetri le luci delle feste, guardo l’ora, stanno ancora allo ‘spaghetto a vongole’. Guardo le mille finestre che si arrampicano fin sopra al vomero come piccoli loculi.
Respiro a fondo, forse sarà inquinata, ma l’aria di Napoli mi appartiene, ogni vicolo, ogni palazzo, ogni sguardo furtivo, stasera che nel cielo ovunque si aprono rose colorate e lasciano l’odore dello zolfo..
Due albanesi mi vengono in contro, canticchiano, ci incrociamo, Napoli solitaria, Napoli che non fa paura o forse si.
Un gruppetto di ragazzi universitari dopo un altro pezzo di strada, sorridono mi guardano, una delle ragazze ha un viso meraviglioso, lunghi capelli biondi le scendono sulle spalle, da sotto un cappello di lana, il suo corpo esile si perde nei suoi vestiti troppo abbondanti e colorati.
Man mano che mi avvicino, il numero delle persone aumenta, arrivo a piazza trieste e trento, i bar sono aperti, c’e tanta gente, molti hanno un’accento strano, sono ‘forestieri’, qui adesso sembra mezzogiorno.
Mi fermo ad un bar, mi siedo, su una sedia di vimini.
Di fianco a me una coppia di veneti, ormai attempati, litigano per le promesse da farsi per l’anno nuovo, dall’altro lato un gruppo di siciliani scherza con il cameriere che prende le ordinazioni, e io penso alla notte che sto per trascorrere.
Sono lontana dai capodanni di quando ero ragazza, che si cenava a casa e poi la fila in bagno con le amiche per truccarsi e andare a ballare. Quelle amiche non ci sono piu’ nella mia vita, troppo impegnate a mandare avanti la loro esistenza, ma sono felice stasera, ogni giorno un piccolo viaggio, una piccola scoperta.
Respiro a fondo di nuovo, serena per la festa che inizia, saluto l’anno 2008 nella piazza in cui mi sono sposata qualche anno fa, mi fa un certo effetto, ma l’ho detto, non arrivo mai, sono sempre in viaggio.
Il cameriere e in piedi, è li che mi guarda e aspetta, quasi a non voler disturbare i miei pensieri.
Poi mi si avvicina e dice ‘la signorina è sola? Non credo’. ‘Si, sono sola’ rispondo, ordino un cappuccino alla nocciola e un cornetto caldo.
Sono sola seduta a questo tavolino, ma non sono sola davvero, a Napoli non si è mai veramente soli..
Buon 2008 a tutti!!
Entry Filed under: brezza leggera. Tag: buon 2008, capodanno, in piazza, napoli.
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1.
linda | Gennaio 1, 2008 at 5:44 pm
trasmette emozione questo post …
buon anno … e che sia sempre così mai banale e mai scontato
2.
stefigno | Gennaio 1, 2008 at 11:39 pm
Buon anno lia ..
di cuore che ti porti le migliori cose..
3.
Emiliano | Gennaio 2, 2008 at 7:48 pm
Non commento, sarei melenso.
.
A volte un silenzio vale più di mille parole e complimenti.
E sai cosa intendo
Buon anno!!!!
4.
abel | Gennaio 2, 2008 at 8:41 pm
Buon anno….
5.
Flyhearth | Gennaio 3, 2008 at 1:25 pm
Molto Bello e Avvolgente… Riesci ad intrattenere chi legge fino alla fine! Ti Auguro un Anno Pieno di Vita!!!
6.
Tripudiatore | Gennaio 3, 2008 at 11:33 pm
Ci si sente molto più spesso soli quando si è in mezzo agli amici.
Perlomeno, io non mi sono mai sentito solo quando ero solo. Si è capito, no? Mah…
7.
patricia | Gennaio 9, 2008 at 8:22 am
“Ogni giorno ha la sua pena. Quanto basta per arrivare a sera”
C. Dunne
Tesoro…appena torni in ciociaria fatti viva..che te lo offro io un cappuccino!
8.
Tripudiatore | Gennaio 11, 2008 at 10:56 am
Ehi, qui si batte la fiacca!
9.
paloma | Dicembre 31, 2008 at 7:56 pm
capodanno 2008-2009
sono sola con i miei pensieri,un cane oemai molto vecchio per tenermi compagnia e un marito distante(nella sua stanza)un morto in avanzato stato di decomposizione.Che tristezza.Se non ci fosse lui dall’altro lato della casa mi sentirei meno sola. E’ vero sono e mi sento molto sola ma ,se ci penso, ci sono chi sta’ peggio di me,
FELICE CAPODANNO A TUTTI.