cronache semiserie di una passeggiata
Gennaio 10, 2008
esco, un po’ di shopping post-feste, arrivo alla fermata dell’autobus, vedo il 178, corro, ma non ce la faccio, porca** l’ho perso.. Subito dietro, arriva la C67 ma poi a capodimonte gira per i ponti rossi, va bene solo per un tratto, la prendo uguale. Il conducente mi fa salire.
In nessun altro posto, sarebbe successo quello che è successo qui, questa città, la sua gente, è unica. Non c’e niente che le assomigli..
Il conducente divertito dalla mia corsa, comincia ad inseguire il 178, chiacchieriamo, poi lo raggiunge e alla prossima fermata.. zac.. lo prendo..
L’autobus scende il ‘tondo di capodimonte’ passa sul ponte della sanità.. e mi viene in mente che qui, la povertà e la ricchezza convivono a braccetto, basta guardare fuori dal finestrino per rendersene conto. Giu, le palazzine antiche ’sgarrupate’ in un intreccio di vicoli dove il sole non tocca terra, nei bassi.. Sopra, palazzi antichi dalle finestre con le tende pregiate percorrono tutta via S.teresa fino alla attuale via roma (ma a me piace
chiamarla ancora via toledo)
La mia mente corre a S.lucia dove l’odore del mare arriva forte e accompagna il vociarte dei gabbiani, la strada divide i ricchi dai poveri; il quartiere pallonetto dai palazzi bene; ora li, che una volta, quella strada nemmeno c’era.. e dal pallonetto ti affacciavi e vedevi il mare, sotto pescatori e mercanti si affaccendavano a vendere il pesce appena pescato. Ora sul mare si affacciano i turisti, sul mare ora ci sono palazzi ottocenteschi che danno ospitalità ai piu’ lussuosi alberghi della città.. e ancora una volta, miseria e nobiltà che vanno a braccetto..
Mi ricordo che sono in autobus e tra un po’ devo scendere, qui se hai bisogno di un’informazione e chiedi ‘ a che fernata devo scendere per il museo?’ non ti risponde solo quello a cui l’hai chiesto, ma si mobilitano tutti i vicini. E se ci sono pareri discordanti ecco la questione: meglio sendere a piazza dante e prendere il 201 o alle poste centrali e prendere il 211? Anche nel traffico non ti annoi, gli automobilisti si offendono, suonano il clacson inviperti, qualcuno chiacchiera dai finestrini, qui non sei mai solo, fai parte di tutto il sistema, a Napoli non ci si annoia mai..
Napoli, un brulicare continuo di gente, come formiche, una musicalità di voci, di azioni, di botteghe piccole e colorate… qui si tocca con le dita la voglia di stare insieme, la voglia di vivere per strada, la strada che diventa palcoscenico di un teatro a cialo aperto dove gli attori vivono la loro commedia senza nemmeno saperlo, dove la gente ha il sole nel cuore, forse semplicemente perche’ fa caldo e si va in moto o sulla vespa anche nel mese di dicembre.
Nei vicoli ti imbatti in carretti di tutti i tipi dal ‘o muss e o per ‘e purco’ o ‘o bror ‘e purp e a carna cotta’ piu’ avanti il ‘castagnaro di fiducia’ con la scritta ”20 anni di esperienza al vostro servizio, castagne rosso fuoco, tanta maestria e o riest e’ tutta poesia”, fai pochi metri e magari c’hai fame, non hai che da scegliere da ‘vac e press’ trovi un’infinità di pizzette, frittatine, zeppole, scagliuozzi e panzerotti.. più avanti tutto il repertorio della migliore pasticceria napoletana, sfogliate, ricce e frolle, babbà con la panna, la crema e il cioccolato..
E infatti a quest’ora mi è venuta fame e decido per una pizza fritta da ‘di matteo’ ai tribunali, e mentre ti avvicini verso la pizzeria già senti l’odore delle pizze fritte, trovi una fila interminabile che nemmeno se le regalassero, devi andare a prenotarti e il tuo nome viene scritto sotto una lista di 3 pagine, devi aspettare almeno 2 ore. Il pizzaiuolo ogni tanto esce, grida un nome e qualcuno fa una faccia contenta che non vi dico, tutt’intorno, qualcuno se la mangia per strada, qualcuno chiacchiera, così ti capita che nella folla fai amicizia e il tempo passa che nemmeno te ne accorgi..
Allora questo shopping?
Percorro il rettifilo, ma quasi non riesci a vedere le vetrine, distratto come sei dalle bancarelle. Qui non e’ possibile comprare qualcosa senza intavolare una allegra discussione con il commerciante sui cinesi, sulla jervolino, sul problema che incombe dell’immondizia o sulla crescita delle tartarughe d’acqua.. Cosi’ mentre giri ti ritrovi a comprare: cd a 1 euro (originali) di musica celtica, una raccolta jazz, gli u2, carmen consoli, 2 cappelli (6 euro l’uno), un portafoglio fendi (e se e’ favuzo non lo saprai mai, tanto e’ perfetto che il marocchino giurava che fosse originale (10 euro), un collo di pelliccia (8 euro povero animale), una spilla (due euro) e un porta cd da 80 posti a (2 euro), un paio di orecchini brasiliani e quando torni a casa ti ricordi che volevi comprare una giacca..
Non basta un post per descrivere questa città cosi’ speciale che io adoro, non basta una vita per conoscerla, Napoli che ti avvolge, Napoli che ti scalda il cuore.
Vi lascio con la frase scritta su una lastra di marmo in piazza del Gesù Nuovo:
”Napoli e una delle piu antiche città d’europa. I suoi luoghi conservano traccia di preziose tradizioni, di incomparabili fermenti artistici e di una storia millenaria nelle sue strade, piazze ed edifici dove è nata e si e svilipuppata una cultura unica al mondo che diffonde valori universali per un pacifico dialogo tra i popoli. Il suo centro storico, inserito dal 1995 nella lista del patrimonio mondiale Unesco, appartiene all’umanita intera. 5 dic 1997”
Entry Filed under: il mago di oz. Tag: baba', centro storico, napoli, per strada, pizza, teatranti.
1 Comment Add your own
Leave a Comment
Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed



1.
linda | Gennaio 14, 2008 at 8:36 am
i tuoi racconti hanno qualcosa di poetico e la tua città è un incanto