Archive for Settembre 2009

Biagio ‘o surdo

E’ sordo Biagio.
Ma da poco ha messo l’apparecchietto. Un piccolo cece metallico, invisibile nell’orecchio. Per questo qualcuno entra ancora nella sua salumeria e urla per farsi sentire: ”Don Biaaa, miezu chile e chella cocchia la’ ffora”.
Una bottega stretta e buia, dove si vende di tutto, dalla pasta alle mollette per i panni e c’è pure un cestino vicino alla cassa con le siringhe, marca pic-indolor. Le iniezioni a casa della gente le va a fare la moglie. E’ brava, dicono, perchè conosce il trucco del mestiere, il pacchero a mano smerza come anestetico naturale che addormenta la parte prima della puntura con l’ago.
Biagio, ha conosciuto Carmela quarant’anni fa, abitavano nello stesso rione. Palazzine gialle dall’intonaco scrostato quando intorno c’erano ancora campi di fave e papaveri ai bordi delle strade.
Il papa’ di Biagio faceva il verdummaro girando per i vicoli del quartiere con la sua Ape tutta sfasciata, con la portiera attaccata con una fune. Cosi’ ha imparato tutto su vruoccoli, patane e purtualli, quando dopo la scuola aiutava il papa’ a vendere la sua mercanzia.
Ma il suo sogno era un’altro, aprire una puteca pulita e sistemata. Tanti anni di sacrifici e rinunce e alla fine ce l’ha fatta.
Oggi, fuori al suo negozio, c’è la scritta ‘da Biagio’, un bazar che solo a entrarci, rimani stupediato dall’odore di detersivo misto a quello di mortadella, dove non fai in tempo a scegliere un puparuolo bello lucido che la mano di qualche donnona con i capelli tinti nero Napoli, con grossi ricchini a cerchio dorati e le cento immagini della madonna appese in petto, quasi non te lo scippa di mano, poi quasi a giustificarsi tra lo scuorno e l’azzardo: ‘’scusate signuri’, manno vuttato”.
E’ sordo Biagio, dicevo, almeno lo è stato fino a poco tempo fa, prima di mettere la protesi acustica. Arrestava lo sguardo sulle tue labbra e capiva tutto, quello che dicevi e finanche quello che pensavi. ”Nu cuart e cucuzziell” e prima che tu finissi la frase, lui: ”chill bell ruoss pe friere”. Talento della previsione o memoria di ferro nel ricordare il menu’ settimanale di ognuno?
E’ stato sempre sordo Biagio, quando ogni mese, l’ultimo venerdi entrano all’intrasatta nel suo negozio e sempre in due e ad alta voce salutano: ”Sta puteca padre Pio la protegge”. Sempre lo stesso obolo da donare per l’assistenza dei santi chiamati ad intercedere. Offerta, elemosina, carità, o ‘tassa della tranquillità’ che dir si voglia.
Biagio, ora ha messo l’apparecchietto, lo ha detto anche ai suoi ‘devoti impostori’ che lui ora ci sente bene. Che la ‘tassa’ non la vuol piu’ pagare che se è preoccupato per le reazioni è orgoglioso dell’esempio che vuole dare ai suoi figli, come quando girava con l’ape di papa’, perchè si è sfasteriato di acala’ ‘a capa.
Perchè a Padre Pio, quello vero, lui accende ogni domenica un cero in chiesa e aggratis riceve le grazzie.
Anche questo puo’ succedere a Secondigliano. I sordi possono riacquistare l’udito, ritornare ad ascoltare la propria voce, quella di dentro. E non è un miracolo.

Add comment Settembre 26, 2009

ipocrisia al telefono

Squilla.
Il tipo posa la forchetta, estrae velocemente dal taschino un modello di quelli in gran moda, gira gli occhi verso destra, fa una smorfia con la bocca che dice ‘chepallepropriomostocacac..’
Il suo ditino va, nervoso, sul touch screen, fa per rispondere e..

”cariiisssssimo, come stai? Ti avrei chiamato proprio nel pomeriggio, volevo chiederti di quella cosa”
(pausa)
”eh, si, si”
(pausa)
”ma lo sai che ci stavo proprio pensando, potremmo andare a mangiarci una cosa in costiera uno di questi giorni”
(pausa)
‘’siiii ma come no, porti pure la tua bella signora”
(pausa)
‘cosi’ approfittiamo e discutiamo di quella cosa, che dici?”
(pausa lunga)
”m m, e e si si, no ma, si, no ma vole, si no volevo dirti..”
(pausa)
”eh e ok. va benisssimo, va bene, facciamo cosi’ allora”
(pausa)
”va, va, va bene, mi faccio sentire io, ti richiamo appena ho buone notizie allora”
(pausa)
”va bene mio caro, lo sai che è sempre un piacere, no, stai sereno non c’è nessun problema, ci penso io, ti abbraccio eheheeh.. va bene, va bene, a presto..”

Riattacca.
Fa una smorfia di quelle che ’stostronzorompicoglionichenemmenomelolevodallepalle’
riposa velocemente il cellulare in tasca, prende la mano di lei.. e..
‘’scusa amore, era solo una persona fastidiosa a cui devo un favore”
Lei lo guarda, ora non sa piu’ se quel ’scusa amore’ è come il ‘mio caro’ di prima..
Io penso. ’sara’ per questo che poi la video chiamata non ha avuto piu’ successo?’
;)

Add comment Settembre 14, 2009

point of view

E non c’è mai uno che ha sbagliato pienamente. Uno, cioè, che ha torto e l’altro ragione, ognuno avrà le sue buone motivazioni.

Non si possono capire le azioni altrui se partiamo sempre dal nostro modo di vedere, se giudichiamo un fatto, un’azione, un gesto o una parola confrontandola con quella che avremmo fatto o detto noi.

Comprendere vuol dire provare a mettersi nei panni di un’altro, consapevoli che non c’è mai un modo giusto e uno sbagliato.

Non esiste una verità univoca in nessun caso. Ci sono solo delle verità di comodo che ci piace inventare a nostro beneficio e altre che facciamo finta di non vedere.

Add comment Settembre 10, 2009

il meglio deve ancora arrivare

Periodo strano..
Sono molto stanca anche fisicamente e molto confusa.
Penso sia un momento di transizione, senza nessuna certezza che deve semplicemente passare.
Ma no.. non è una tragedia, sono anche molto serena e in pace.
Aspetto. Tutto qui. In stand by.
Nel frattempo, la vita di tutti i giorni scorre comunque e ogni tanto mi ricordo che e’ estate e visto che di ferie nemmeno a parlarne esco e faccio tardi, cerco di vivermi comunque delle mini vacanze.. qualche pranzo fuori, amici che partono, altri che tornano, chiacchiere davanti ad un drink, un po’ di mare.. qualche foto, pure bruttaccia da scaricare e mettere in ordine.. tutto perche’ questa e’ la mia stagione preferita e mi ‘distruggo’ sempre un po’..
E’ come se da un momento all’altro dovesse succedere qualcosa di positivo e semplicemente lo aspetto.
Come se fossi in attesa di qualcosa che deve accadere, stavolta di bello, che servira’ a darmi un’indicazione della strada da percorrere.
Un’anno fa sono partita, lasciando quel poco che avevo e ora mi ritrovo a non avere piu’ niente.
Ma sono sicura, qualcosa dentro, mi dice che ‘il meglio deve ancora arrivare’ come sta scritto sul muro di una foto che ho fatto a Benevento.
E allora io, sto qui. Sorrido e aspetto.

Add comment Settembre 3, 2009


Sono passati di qui:

Saggia..mente

Bisogna trovare il proprio sogno perchè la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perpetuo. Ogni sogno cede il posto ad uno nuovo e non bisogna volerne trattenere alcuno. (H. Hesse)

Fol…lia

Io dico che..

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