Porta Nolana
Ottobre 1, 2009

Erano i tuoi luoghi.
Non lo so perché’ ti piaceva cosi’ tanto, forse per le bancarelle di pesce fresco, per quelle dei cinesi dove tu compravi le cose più’ inutili. Forse ti piacevano quegli odori, quei rumori.
Forse ti piaceva la gente che sta solo in quest’angolo di città’.
Sono andata li per trovarti, per sentirti.
Mi manchi papa’. Tanto. Più’ di prima.
Ci sono andata dopo essere stata alla Cgil per le pratiche della successione. Fa caldo, il sole in faccia, le stradine sotto porta nolana, sporche ma anche allegre e colorate. Ho passato la salumeria dove comprammo quella cocchia bella croccante, poi al tabaccaio dove volevi comprare gli orecchini di strass a mamma e l’orologio a me.
Ti dissi di no, papa’ che non faceva niente, non volevo farti spendere soldi. Oggi li ho comprati io, stasera li porto a casa gli orecchini a mamma, le faranno piacere di sicuro. Ho comprato anche l’orologio, ma ho dovuto fargli togliere qualche maglia perché’ mi andava grande e poi l’ho messo subito.
Mi piace pensare che me lo hai regalato tu, che lo comprammo insieme quel giorno. Non lo togliero’ piu’, te lo giuro.
Poi sono andata alla pizzeria, quella fetente con i tavoli di marmo, chissà’ poi perché’ ti piaceva tanto, la pizza non e’ nemmeno un gran che’ ma tu dicevi che era buona allora io mi sono seduta e l’ho ordinata proprio come quel giorno come se tu fossi con me.
Uscendo ho visto la bottega dove comprammo i pantaloni e le polo erano freschi e insitei per farteli comprare, ”Guarda come ti stanno bene, prendili, ti servono” ma tu volevi i jeans e ci impiegai un secolo per convincerti che con i jeans faceva caldo d’estate.
Piu’ in la, la bancarella dove stemmo mezz’ora a discutere se comprare le alici o le orate e le vongole con i lupini. Il pescivendolo ancora urlava, mi è sembrato che non abbia mai smesso da quel giorno.
Ho cacciato dentro le lacrime che salivano su, volevo che questa giornata fosse bella, come fu bella quella.
Non ce ne saranno altre.
Mi dispiace papa’, ero cosi’ presa a combattere, pensavo che la cosa più’ utile che potessi fare era girare per ospedali, prendere appuntamenti ma la mia personale guerra non ha cambiato gli eventi, la tua malattia mi ha sconfitto senza fare una piega.
Solo ora mi accorgo di quanto invece la cosa più’ utile l’abbiamo fatta quel giorno.
Una passeggiata semplice, per comprare il pesce fresco da portare a casa.
Sei qui con me e continuerai ad esserci.
Entry Filed under: il quotidiano. Tag: estate, napoli.



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