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la bestia

Arriva da lontano ma è veloce, talmente forte che mi arriva dentro come uno schiaffo in pieno viso.
Eppure era li, da qualche parte nella mia testa, aspetta solo il momento buono per tornare.
Riaccende ricordi, mi fa rivivere momenti che non ci potranno piu’ essere.
Come flash che danzano davanti ai miei occhi e che riaprono ferite sanguinanti. Dentro allo stomaco sento una morsa che mi toglie il respiro e mi getta nel vuoto.
E’ il dolore della tua assenza.

A volte, sono stanca di essere forte, voglio anch’io il diritto di essere debole.

febbraio 15, 2010 at 11:17 pm Lascia un commento

Via A. Moro

Guardo questo posto e mi ripeto, che in fondo ci devo essere stata bene per forza se ci sono rimasta 12 anni.. No, non è cosi’ dice la mia vocina da dentro.. eppure del buono c’era, doveva esserci. O forse è solo che la mia testardaggine, a volte, non ha confini..

Guardo questo posto, la via principale di questa città in una luce opaca e umida d’inverno, è passato poco piu’ di un’anno eppure a me sembra passata una vita intera.. E’ che, se mi guardo indietro mi sembra proprio la vita di qualcun’altro, non la mia..

Guardo questo posto e penso a questo scampolo di week end che mi sono concessa, sorrido dentro pero’, tutto è rimasto uguale, lo riconosco, certe cose proprio non cambiano..

novembre 21, 2009 at 1:04 am Lascia un commento

via Claudio Monteverdi,12

Mi ricordo la vasca piena di abbondante acqua calda e olii profumati, con lo stereo a palla con la mia musica preferita.
Le ore passate fuori al giardino a potare, irrigare, concimare.
Le cenette con gli amici, nelle sere d’estate al fresco di una meravigliosa bignonia e col profumo di gelsomini.
Gigi che scorrazzava felice.
Briciola che si mangiava la passiflora e il concime per il limone che non ne ha mai portato uno a buon fine.
La caldaia guasta che le imprecazioni in aramaico si sprecavano.
La piu’ dura battaglia: l’amministratore e i suoi conteggi.
Il ragazzino odioso del piano di sopra che la domenica mattina suonava il piano divinamente.
Il divano piu’ bello e morbido dove guardare i film, col cartone di pizza al taglio davanti.
La mia micetta che faceva le fusa e per gioco mi graffiava le mani.
Gli inseparabili che litigavano e poi si baciavano.
Dormire con le amiche dopo essere tornate la mattina dopo dai locali al mare.
La libertà di girare in mutande.
Il silenzio della solitudine.
Le canne fumate con un’amico importante.
Chiamare il 118 in piena notte dopo un collasso per una colica.
I pranzi della domenica a base di te, fette biscottate e gelato.

Poi ad un certo punto la vita cambia e non ti chiede il permesso.
Lasciare non è mai facile, per questo l’ho fatto in fretta e con freddezza, per non accorgermene davvero.
Le cose cambiano, bisogna rinnovarsi continuamente, riadattarsi, cambiare velocemente vita e pelle.
Oggi è un capitolo chiuso. Venduta. Mutuo estinto. Sabato la consegna delle chiavi.
Oggi faceva caldo a Capua, 36 gradi dicevano e in fin dei conti si è trattato di mettere un paio di firme e salutare tutti affettuosamente, fare gli auguri ai nuovi proprietari.
Ma i ricordi, quelli non te li leva nessuno e fanno parte della persona che sei..

giugno 10, 2009 at 10:47 pm Lascia un commento

guardarsi fuori

A volte conviene.
Guardarsi e non guardare.
Fuori e non dentro.

Guardarsi scorrere.. Osservarsi come ad uno specchio.. A volte ne manca la possibilità, manca perché chi hai di fronte ti sente ma non ti ascolta. Lo capisci dalle espressioni degli occhi, dalla gestualità.. Allora il tuo mondo di personaggi tanto veri da sembrare falsi, di storie tanto vissute da sembrare inventate, di biancaneve e sette vaghi, di cene rantole, di belle addormentate nei coschi e di voli pindarici rischia di non decollare e restare nascosto.

Raccontarsi.
È come alzare un coperchio ed avere paura che tutti quei racconti custoditi gelosamente scappino via, ma se c’è qualcuno che ti ascolta è come se ti guardassi fuori e le cose più complicate sembrano semplici e girare col cucchiaino una cioccolata calda densa sembra più complicato..
Capisci che ti stanno ascoltando perché i personaggi e i racconti che escono da dentro di te non fanno chiasso cadendo a terra ma vengono riconosciuti e si fissano nell’aria che ti circonda.. E quando i tuoi valzer dei ricordi pindarici prendono forma e decollano,  allora riesci a guardarti fuori..

gennaio 26, 2008 at 10:40 pm 3 commenti


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Saggia..mente

Bisogna trovare il proprio sogno perchè la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perpetuo. Ogni sogno cede il posto ad uno nuovo e non bisogna volerne trattenere alcuno. (H. Hesse)

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