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in silenzio

Vergini. Quartiere sanita’.
Tra bancarelle, gente e case accatastate come scatole di fiammiferi, motorini come api impazzite arrivano da ogni lato.
Odori familiari di bucato steso e di qualche altra cosa che non ricordo piu’.
Da troppo tempo non bazzico piu’ in questi posti.
Nei bassi e nelle piccole botteghe sporche dei vicoli stretti, la gente si affanna in operose faccende.

Sono venuta alla ricerca della casa di mio padre, sono venuta a riprendermi un pezzo che mi appartiene.

Le gambe vanno, avide di ricerca, salgo per i cristallini, poi in una via scavata nel tufo.
Qui la strada è stretta che a stento ci passa una macchina eppure è a doppio senso di marcia.
Guardo in alto, i palazzi alti, scrostati, tagliano il blu del cielo.
La salita è faticosa, sudo nonostante il vento freddo, c’è silenzio intorno, qualcuno mi guarda, non mi riconosce, e io mi sento come un turista.
 In alto, si vedono già le palme di capodimonte.

Non l’ho trovata, la fotografia che ho in mente e’ troppo sbiadita e lontana.

E’ finito un’altro piccolo viaggio dei miei, quelli fatti di silenzi e di ascolto. Avrei voluto che fossi stato con me, avrei voluto farti vedere questa città con i miei occhi.

Mi sei mancato. Tanto.

10 comments Marzo 21, 2008

cianfrusaglie

ogni tanto mi piace citare, altrimenti poi divento noiosa e logorroica, questo un pezzo tratto da un libro, di Jerome Klapka Jerome, passatomi da un’amico che mi ha fatto molto riflettere, cosi’ ho pensato di ‘fissarlo’ qui perchè penso che l’esistenza sarbbe molto piu’ facile se riuscisimo a liberarci di fardelli inutili..

”George, qualche volta, se ne viene fuori con delle uscite assai
assennate. Non lo si crederebbe. Per conto mio, si tratta di saggezza
bell’e buona, non solo rispetto al caso in questione, ma anche, in
generale, riferendola al nostro viaggio su per il fiume della vita.
Quanti, per questo viaggio, non sopraccaricano la barca, al punto di
metterla sempre in pericolo di riempirsi d’acqua, con tutto un
approvvigionamento di cose sciocche, che a loro sembrano indispensabili
per viaggiare piacevolmente e comodamente, ma che in realtà sono solo
cianfrusaglia inutile.

Come caricano il loro povero guscio di noce d’un mucchio, alto fino in
testa d’albero, di bei vestiti e di grandi case, di servitorame
superfluo e d’una schiera d’amici boriosi ai quali non importa un fico
secco di loro, e dei quali a loro non importa neanche mezzo fico secco;
di costosi divertimenti che non divertono nessuno e (cianfrusaglia più
assurda e pesante di tutte) della paura di ciò che il prossimo potrà
pensare, di lussi che stuccano, di piaceri che seccano, di vuota
esibizione che, simile alla corona di ferro che si infliggeva un tempo
ai criminali, fa sanguinare e vacillare la testa che la porta.

Cianfrusaglia, amico! Tutta cianfrusaglia! Buttala a fiume. Rende la
barca così pesante, ai fini della voga, da farti quasi venir meno ai
remi. La rende, ai fini del timone, così pericolosa e poco maneggevole,
da non lasciarti mai un solo minuto libero da preoccupazione e ansia,
da non concederti mai un minuto di pigra fantasticheria – né il tempo per
incantarti a guardare le ombre che guizzano leggere sui bassifondi, gli
sfolgoranti raggi del sole che appaiono e scompaiono tra increspature,
né i grandi alberi della riva che guardano giù il proprio riflesso, o i
boschi tutti verdi e dorati, o le ninfee bianche e gialle, e gli
ondeggianti oscuri giunchi, o gli azzurri non-ti-scordar-di-me.

Getta la cianfrusaglia a fiume, amico! Fa’ che la barca della tua vita
sia leggera, carica solo del necessario. una casa accogliente e piaceri
semplici, un amico o due, degni di questo nome, qualcuno che ti ami e
qualcuno che tu ami, un gatto, un cane e un paio di pipe, abbastanza da
mangiare, abbastanza per vestire, e un pochino più del sufficiente di
roba da bere; perché la sete è una cosa pericolosa Vedrai che troverai
più facile vogare nella tua barca ed essa non correrà tanto pericolo di
rovesciarsi, e se poi si rovescia poco male; poche merci e buone,
resistono all’acqua Avrai tempo per lavorare ma anche per pensare.
Avrai tempo per abbeverarti della luce del sole, tempo per ascoltare le
musiche eoliche che il vento di Dio suona sulle corde del cuore umano
tutt’intorno a noi… avrai tempo per…

Oh! scusatemi, vi prego. Divagavo.

1 comment Gennaio 12, 2008


Sono passati di qui:

Saggia..mente

Bisogna trovare il proprio sogno perchè la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perpetuo. Ogni sogno cede il posto ad uno nuovo e non bisogna volerne trattenere alcuno. (H. Hesse)

Fol…lia

Io dico che..

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