ricordati di brillare

ricordati di brillare.
sempre.
siamo nati per questo.
siamo nati per illuminare il mondo.

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mi accendo una sigaretta

Via Roma di un’altra città. Tutti chiusi. Guardo l’ora, sono le 14.30.

Prendo una stradina laterale, si apre uno scenario fatto di pace e di piccole cose umide, piccole scale, piccole piantine che si affacciano da piccoli balconi, dai palazzi bassi e decadenti di questa piccola via.

Guardo un paio di cartelli con la scritta ”affittasi”, mi piacerebbe qui, c’è l’armonia delle danze antiche, ancora mi chiedo dove andranno i miei passi, se è qui o in chissà quale altro posto che un giorno mi stanchero’ di camminare e comincero’ a mettere radici.

Intorno c’è il deserto, non incontro nessuno, nessuno mi scruta, sembra ci sia stata un’adunata che coinvolga tutti in un’altro posto. Il sole è caldo, illumina di colori il grigio dei muri che cadono a pezzi, C’è odore forte di cibo speziato e pomodori fatti seccare al sole.

Silenzio.

Esco su via Maqueda, gli indiani, non hanno riposi, penso ad una rivolta sindacale per loro a cui forse non interessa, un cocchiere con la sua carrozza mi chiede se voglio fare il giro della città. Nessuno mi riconosce mai, me lo dicevano che ho sempre la faccia della turista, infatti faccio una foto, l’avevo vista altre volte, ma ho sempre il telefonino scarico e la reflex ormai me la porto solo nei viaggi.

Mi siedo al caffè dell’Ateneo, ho addosso la quiete dei turisti che mi siedono accanto, mi arriva il suono pacato di una lingua europea che non riesco a collocare geograficamente. Ordino un caffè, non ne ho voglia ma è la scusa per restare qui un poco a godermi questa gioia senza motivo.

Tu sei a lavoro. Io sono in questa solitudine che mi piace.

Mi salgono un po’ di lacrime dal petto agli occhi. Mi accendo una sigaretta.

Mi sento felice.

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Ho un blog

Ho un blog da un po’ di anni. Non avevo mai riletto i primi post quelli di tanto tempo fa.
E’ la prima volta che mi capita.
E’ strano rileggersi dopo tanti anni, non sembro nemmeno io e invece si.

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eppure mi accade

come si fa a passare da uno statod’animo (leggi euforia, curiosità, esaltazione, felicità) all’altro (leggi noia, insoddisfazione, esasperazione, tristezza) con una velocità tale da sorprendermi io stessa? staro’ diventando schizzofrenica?

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ci vorrebbe un tablet

Avrei scritto mille cose, se ne avesssi avuto uno, ma anche un telefonino di questi tutti tecnologici che ci fanno essere connessi, sempre, con tutto il mondo.
Avrei scritto, di navi, di odore di porto, di gabbiani furibondi che inseguono la scia e poi di colazioni al tavolino con cornetto cremaeamarena e caffè macchiatoalle 6 del mattino.
Avrei scritto di concerti in piazza, di emozioni forti, di sicilia, di storie di pizzo e di ribellioni che hanno costato la vita ma anche di cattivo tempo, di pioggia, anche quiggiu’, che siamo piu’ vicini all’africa che al resto di italia.
avrei scritto di mia madre del suo sorriso di fronte ad una pizza in una serata in compagnia, e dei suoi capelli bianchi che mi sembrano piu’ belli ora che quando aveva quarant’anni.
Avrei scritto di libri che mi hanno travolto e di un nuovo lavoro, avrei scritto delle mille foto che ho fatto, dei volti che le incendiano e che ancora devo scaricare.
Avrei scritto del tempo che passa e che ci fa diventare grandi, delle piccole rughe che ho scoperto agli angoli degli occhi sorridenti.
Avrei scritto miliardi di cose se avessi avuto un tablet appunto, ma forse sarei stata mille volte piu’ sola nel mondo che mi circonda, condannata ad essere sempre per tutti ma mai veramente di nessuno.

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Cambio di residenza

E poi è cambiato il sogno appunto.. e come Hermann Hesse qui di fianco insegna, non bisogna volerne trattenere alcuno.. Si, sono andata via anche da Napoli, se qualcuno me lo avesse detto solo qualche mese fa non ci avrei mai creduto.. Stavo bene, il mio sogno si era avverato, vivere tra gente piu’ simile a me, sentire addosso, sulla pelle il caldo appiccicaticcio del caos e dello smog.. i colori della mia terra cosi’ vividi e brillanti, come una ferita aperta, la gente cosi’ invadente e gentile.. a Napoli, non sei mai solo, ho scritto da qualche parte, fai parte di un tessuto, come una cellula di un grande organismo indipendente, la città ha le sue regole, il suo respiro, la sua musica. Sono felice di averne fatto parte, seppure per un periodo breve, nessun posto, sono certa, mi darà quella gioia, che veniva dal nulla, aprivo gli occhi, vedevo le mie pareti giallo-arancio della mia camera, sentivo il vociare dalla strada, sorridevo ed ero felice. Napoli mi ha guarito, ha sapientemente curato le mie ferite, reso piu’ forte, saro’ grata a questa terra e a questa gente per sempre.
Poi pero’ il sogno è cambiato appunto e credo si debba essere riconoscenti quando si riceve un dono cosi’ bello e avere il coraggio di mettere in ballo se stessi. Da inguaribile romantica credo che quando la vita ti fa incontrare l’uomo dei tuoi sogni, forse bisogna essere pronti a perdere qualcosa, e scegliere di quadagnarne una ancora piu’ importante.
Rileggendomi su queste pagine, ho parlato e straparlato di amore, ora so che parlavo soltanto di sofferenza che spesso ho confuso con l’amore.
Ma questo è un’altro argomento.
Ah si, dicevo della mia casa al centro storico..
Negli ultimi giorni l’ho saccheggiata, svuotata, a tal punto che non era piu’ mia, forse l’ho fatto di proposito, volevo sentirmi meno traditrice quando ho chiuso quella porta. Volevo non avere nulla da lasciare, ma dimenticavo che invece stavo lasciando un pezzo importante della mia vita, i miei amici, gli unici che ho mai avuto, mia madre, l’unica cosa che mi resta della mia famiglia.
Ma stavolta non sono sola, e tutto intorno mi sembra piu’ bello, i colori sono piu’ intensi, gli odori piu’ forti, il cuore e la mente spaziano verso nuovi, infiniti orizzonti.
Il mio verbo negli ultimi anni è stato ‘lasciare’ il prossimo sarà ‘restare’.
Se morissi domani, so per certo di aver conosciuto l’amore di un’uomo e per questo, vale la pena qualsiasi cosa.

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finalmente ti ho trovato

Dev’essere questa cosa qui che chiamano amore.  Senza piu’ compromessi, non ci sono sconti, senza se ne pero’. Da quando io ti ho trovato, ogni volta che ti guardo mi sento felice.

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